Probiviri

Marco Grondacci

Il Movimento 5stelle con le sue idee iniziali era riuscito a coalizzare una parte preponderante di popolo dentro un progetto che teneva insieme i principi di democrazia partecipata e solidale (anche verso il futuro) con alcune delle critiche che la migliore cultura conservatrice di destra ha elaborato in questi anni contro la esasperazione della modernità liberista.

Si cominciava ad intravedere un nuovo blocco sociale che rompesse i vecchi schemi destra e sinistra che hanno ingessato questo Paese per decenni.
Una operazione rivoluzionaria che oggi viene travolta per tornare ai vecchi schemi centro destra v/s cento sinistra, fascio leghismo v/s un progressismo industrialista modernista e liberista.

Il Movimento sta ripetendo un vecchio errore politicista, quello di sottovalutare i processi reali nella società, che aveva messo in moto con la raggiunta forza elettorale, per una governabilità e un tatticismo di alleanze che a breve produce qualche ministero e assessorato ma distruggerà quel processo di cui scrivo sopra che aveva bisogno di tempo e soprattutto di coerenza.
Siamo all’assurdo, per anni i rappresentanti del Movimento hanno dichiarato pubblicamente: col PD MAI alleanze elettorali!

Quindi, se ora qualcuno di quelli che restano mi vengono a dire che rompendo il giocattolino favoriamo il centro destra gli rispondo con una domanda: perché ora si? Cosa è cambiato in Liguria almeno nel PD? Quali prove di rinnovamento ha dato questo partito ad esempio nel merito delle questioni ambientali e di uso del territorio se non al massimo (ogni tanto) accodarsi alle contestazioni a Toti in chiave tutta politicista mai di merito?

Potrei fare mille esempi visto che in questi anni di governo di Toti non c’è stata vertenza ambientale di rilievo che io non abbia seguito direttamente o indirettamente in tutta la Liguria: portualità, infrastrutture, rifiuti, centrali termoelettriche ed energia, inquinamento e bonifiche. Quali proposte alternative ha prodotto il Pd in questi anni se non scimmiottare, peraltro non sempre anzi raramente, quelle che emergevano dai territori elaborate da comitati associazioni.

Questo centro sinistra e i 5stelle sono tutti preoccupati di costruire una alternativa al centro destra, cosa hanno fatto fino ad ora? Nulla, parole e parole, candidati mandati allo sbaraglio per poi essere bocciati dai diktat delle correnti interne piddine, candidati che si autocandidano come fossero salvatori della patria che nessuno ha chiamato, ipotesi programmatiche che dicono tutto e il contrario di tutto, pensiamo alle infrastrutture e alle politiche ambientali che conosco molto bene. Propongono il vuoto di analisi e di programma di questa sommatoria elettorale che stanno costruendo.

Io responsabile lo sono sempre stato ma la mia responsabilità ho imparato a misurarla non con la logica di schieramento ma sulla capacità mia e di chi sta con me di rispondere ai problemi del Paese. Vengono prima di tutto i problemi del Paese, e il bene dei cittadini lo si attua pensando a loro e non alle “alleanza per vincere”. Si difendono i liguri con la coerenza e l’onestà.

Peraltro anche volendo scendere sul terreno tattico l’esperienza di questi anni di seconda repubblica ha dimostrato che le alleanze fatte solo sulla paura dell’avversario alla fine hanno riportato al potere proprio chi si voleva far cadere oppure hanno prodotto governi che non governano perché nati già divisi al loro interno.

Il problema è che paradossalmente vincere le elezioni è la cosa meno difficile, il difficile è governare.
Governare è impossibile con una coalizione fondata su un candidato preso all’ultimo momento, su un programma costruito in fretta e furia e ancora da definire a due mesi dalle elezioni, sulla sola paura della vittoria della destra.

Allora meglio la chiarezza della distinzione per ricostruire un soggetto politico in rapporto con il territorio e i cittadini attivi.

In questo, e concludo con una nota personale, i Consiglieri Regionali Alice Salvatore e Marco De Ferrari hanno ampiamente dimostrato in questi anni di avere una consapevolezza del ruolo di portavoce dei territori della Liguria anche per questo, oltre che per i motivi sopra esposti, ho deciso di appoggiarli in questo nuovo progetto perché loro quando i cittadini chiamano ci sono sempre.

La mia storia, per chi mi conosce, è propria quella di interpretare la politica come servizio ai cittadini nel merito dei problemi con competenza e passione. Quello che intende fare IlBuonsenso non solo per le elezioni regionali ma da subito.
Fare politica pensando solo a vincere il turno elettorale negando i propri ideali e per cui ti hanno votato non è affatto fare politica, ma usare i cittadini per i propri scopi, meglio un sano risultato moderato nella chiarezza dei contenuti e delle persone che si candidano. Avere il voto di una persone che crede nelle idee che portiamo avanti, vale più di mille poltrone vinte con l’inganno e i voti delle alleanze di palazzo.
Perché l’unico voto utile che conosco è quello del popolo sovrano.

Simona Marazzi

IlBuonsenso, una parola che può fare la differenza e migliorare la qualità della nostra vita.
Ecco perché ho aderito al Buonsenso. Amministrativa nell’ambito sanitario mi ritrovo a pensare che oggi giorno la politica è composta da persone assetate di potere e pronte a illudere i cittadini che le loro azioni siano giuste per il nostro paese.
Ci ritroviamo personaggi politici che in un periodo storico tragico, come quello trascorso per il covid-19 si ritrovavano a passare le giornate a “mugugnare” ignari del fatto che non era certo quello, di cui avevamo bisogno. Governatori che non hanno la conoscenza dei bisogni degli Operatori Sanitari e trascurano l’importanza dell’assistenza domiciliare. Si sono disinteressati di quello di cui avevano bisogno i pazienti.
Gestioni della Sanità al massimo dell’inverosimile. Purtroppo è proprio questo il verme della nostra politica la mancanza di Buonsenso. Ci vogliono governare persone che non sanno più dove sta’ di casa l’empatia, i bisogni tangibili delle persone.
Tutto deve essere improntato alla dignità e al rispetto delle persone. Dalla Salute all’Ambiente , agli animali, lavoro, viabilità, cura per gli anziani.
Le tasse devono essere utilizzate per i bisogni dei cittadini. Per tutto questo ci vuole ilBuonsenso. Ecco perché ho aderito a ilBuonsenso, che è nato per dare voce ai cittadini ed è pronto a lottare per portare Trasparenza e Dignità e la voglia di sentirci finalmente orgogliosi di essere Liguri.

Silvia Pili

Aderisco con gioia a questo progetto, perché gli ideali e i valori del Movimento sono in grado di cambiare finalmente il modo di gestire il bene pubblico.

In questo periodo di grave emergenza sanitaria, sono emerse tutte le criticità a cui bisogna porre rimedio, e che devono necessariamente indurre a una riflessione importante per il futuro del nostro paese e della nostra Regione.

Il modo migliore per farlo è racchiuso in una parola: buonsenso che vale a dire equilibrio, concretezza, trovare soluzioni in vista delle necessità pratiche, con lo spirito che da sempre caratterizza i nostri ideali di onestà e trasparenza.
Noi ci battiamo affinché i cittadini Liguri siano tutelati e protetti, affinché le famiglie e i lavoratori ottengano le risposte che meritano. La gente ha bisogno di soluzioni per risolvere concretamente i problemi.

Le famiglie sono state investite con forza da questo momento critico, e sono state lasciate sole. È giusto che abbiano risposte che fino a oggi sono mancate. C’è bisogno di certezza sul futuro dei propri figli, su come verrà gestita la scuola d’ora in poi. E’ necessario implementare tutte le politiche sociali.

Serve, inoltre, un piano immediato di rinascita della Liguria che tocchi tutti i settori a 360 gradi. Il mondo del lavoro ancora non sa se e quali misure saranno varate dalla Regione Liguria per rilanciare la nostra economia, e le P.Iva cercano di sopravvivere nell’incertezza più totale. Lavoreremo affinché anche queste categorie siano tutelate.

Negli ultimi anni mi sono sentita spettatrice davanti a un palco della politica sul quale si faceva a gara di consensi rubati. Spesso è stata offerta agli elettori un’informazione manipolata, sui più grandi e importanti temi socio-economici e ambientali, per il solo fine speculativo. Ho aderito a ilBuonsenso perché si rivolge ai cittadini e non agli elettori, e lo fa con il volto trasparente e pulito della politica che per fortuna esiste ancora.

Mario Maturanza

ilBuonsenso è l’unico movimento politico in grado di dare rappresentanza alle istanze di coerenza politica, di etica, di equità sociale, di tutela dell’ambiente e dei beni essenziali.
Dopo l’esperienza con il M5S, conclusasi purtroppo in maniera molto deludente, ilBuonsenso ha rianimato la mia passione politica, nata negli anni del liceo. Ho fatto il militante, ho partecipato dalla società civile attraverso il mio mestiere: da 30 anni faccio il medico ospedaliero.
Ho sempre avuto particolare attenzione per chi soffre, per chi è debole e fragile. Vivo da anni dentro la Sanità e vorrei, attraverso la mia azione politica con ilBuonsenso, contribuire ad una profonda riforma di questo bene essenziale.
Punti fondamentali:
1) Sanità Pubblica senza Privato convenzionato, solo Privato Puro. L’imprenditore privato può fare business sanitario ma solo con i suoi soldi; il cittadino è libero di scegliere come spendere i suoi soldi per la sua salute.
2) Revisione dei livelli essenziali di assistenza. Che cosa è prioritario per la sanità pubblica e per i cittadini; priorità assoluta per le prestazioni salvavita, come i pronto soccorso, e per condizioni patologiche gravi e disabilità.
3) Rivalutazione delle esenzioni per essere più equi e aiutare in prima istanza chi ne ha più bisogno. Eliminare sprechi e privilegi.
Con ilBuonsenso finalmente sono sicuro che ce la faremo. Il futuro ora è più roseo.

Tullio Rossi

Il Buonsenso, nel suo significato letterale, dovrebbe essere un concetto di vita per una comunità di cittadini onesti, pensanti e coscienziosi. Il bene comune è un’idea di Buonsenso!
I motivi che mi hanno spinto ad aderire al movimento politico de ilBuonsenso sono principalmente due. Il programma e i temi che affronteremo. La conoscenza diretta dei cittadini che hanno intrapreso questo percorso politico. Questi motivi sono collegati tra loro.

Dopo decenni di malapolitica, sprechi, scandali, ruberie e soprattutto dopo decenni di demolizione dello stato sociale, che era stato una colonna portante fino agli anni 80, serve una nuova stagione politica di Buonsenso.
Servono cittadini esemplari, persone oneste che abbiano il coraggio di modificare certe dinamiche politiche che oramai sono dentro un sistema di potere corrotto. La corruzione e le illegalità sono le metastasi per una democrazia reale. Ormai la gestione della cosa pubblica è in mano a gruppi di potere dall’interesse privato. Ogni giorno le cronache nazionali e locali ci parlano di intrecci perversi tra amministratori pubblici e interessi privati. Una commistione disastrosa per i cittadini.

Una politica di Buonsenso non può e non deve accettare tutto ciò.
Un amministratore pubblico deve gestire le risorse economiche dello Stato come un buon padre di famiglia. Deve avere una visione lungimirante e deve essere un esempio per i cittadini, deve rispondere alla comunità per le decisioni che prende. Il bene comune e la trasparenza devono essere sempre al centro dell’azione politica. Senza se e senza ma.
Serve una sanità pubblica e universale, i trasporti pubblici, la scuola pubblica e l’acqua pubblica.

Gli ospedali costruiti o rinnovati devono rispondere alle necessità dei cittadini. Serve la cura dell’ambiente e del territorio. È importante la prevenzione in un paese sventrato dalla cementificazione selvaggia. Le spiagge devono essere libere, abbiamo bisogno di uno Stato che ritorni ad essere il fulcro dove l’interesse generale prevalga sull’interesse privato.
Lo Stato deve essere forte e coeso, che dia risposte concrete ai cittadini e ai loro bisogni. Per fare tutto ciò servono cittadini onesti, forti e coraggiosi.

Oggi l’Italia ha bisogno di far emergere i cittadini comuni che si prendono l’enorme responsabilità di cercare di togliere il malaffare dalla pubblica amministrazione e dagli apparati dello Stato. Solo così si può ricostruire una comunità sana, uno Stato per tutti i cittadini onesti. Il futuro è nelle nostre mani e nelle nostre coscienze, dobbiamo impegnarci soprattutto per le future generazioni.