Codice Etico

Art. 1 – Principi Generali

Aderire a “ilBuonsenso” comporta il dovere dell’iscritto di accettare e rispettare lo Statuto, il presente Codice Etico, il Manifesto del Buonsenso e ogni regolamento e atto posto in essere dagli organi associativi in conformità allo Statuto, al Codice Etico e al Manifesto del Buonsenso.
Il Codice di comportamento per “ilBuonsenso” ha lo scopo di garantire una condotta, da parte di tutti gli iscritti ed eletti, ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana e delle leggi.

Gli iscritti e gli eletti ispirano la propria azione politica e il loro comportamento ai valori della democrazia diretta e partecipata, della libertà, dell’onestà, della solidarietà, della trasparenza e dell’uguaglianza avendo cura di contenere il dibattito politico nei limiti della normale dialettica politica.

“Non potranno assumersi decisioni che comportino un’alleanza politica con altri partiti o liste” – cf. art. 30 dello Statuto del Buonsenso.

 

Art. 2 – Obblighi per i soggetti candidati in competizioni elettorali sotto il simbolo del Buonsenso
Ciascun associato che si candidi a partecipare a una competizione elettorale oltre agli obblighi di cui allo Statuto, si obbliga in particolare:

  • ad accettare e rispettare lo Statuto, il presente Codice, i valori fondanti e i principi etici nonché tutti gli atti regolamentari che saranno emessi dal consiglio direttivo;
  • a mantenere comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi;
  • a rinunciare alla propria candidatura nel caso in cui, avuta notizia dell’esistenza di un procedimento penale a proprio carico, emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o accettando, ora per allora, le determinazioni che sul punto gli organi dell’associazione a ciò deputati riterranno di esprimere;
  • non accettare alcuna forma di sostegno e di finanziamento irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto (ossia tramite associazioni, fondazioni, centri studio ed altri enti nei quali svolga un ruolo direttivo) della sua attività politico-amministrativa;
  • ad adottare criteri di trasparenza con riguardo alle fonti di finanziamento della sua attività politica;
  • a gestire ogni evento pubblico della campagna elettorale secondo le linee guida emesse per ciascuna campagna elettorale dal consiglio direttivo;
  • a non diffondere o utilizzare, senza giustificato motivo, dati, informazioni o documenti riservati conosciuti o ricevuti in ragione dell’appartenenza a “ilBuonsenso”;
  • a sottoporre ai probiviri e all’assemblea, secondo comprovati meriti politici, etici e morali, un’ulteriore candidatura raggiunto il secondo mandato a qualsiasi livello istituzionale;
  • a comminare, previa verifica da parte dei probiviri, l’espulsione per chiunque subisca condanne per reati penali gravi o amministrativi o sia coinvolto in qualsiasi forma di corruzione attiva o passiva;
  • a valutare sanzioni fino all’espulsione a chiunque persegua, nell’esercizio delle sue funzioni, interessi personali, diretti o indiretti o interessi di persone o di gruppi di persone a lui legate da qualsiasi tipo di vincolo.

 

Art. 3 – Obblighi per gli eletti sotto il simbolo del Buonsenso
Ciascun eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del Buonsenso, oltre agli obblighi di cui allo Statuto e all’art. 2 che precede, si obbliga in particolare:

  • a ispirare il proprio comportamento a criteri di trasparenza nei confronti dei cittadini attraverso una comunicazione puntuale delle scelte politiche attuate con le votazioni in aula e nelle commissioni;
  • a mantenere una relazione con l’Assemblea degli iscritti tramite il recepimento delle ragionevoli proposte dai medesimi formulate durante l’arco del mandato elettivo e accolte dal consiglio direttivo;
  • a compiere ogni atto funzionale all’attuazione e realizzazione del programma e ad astenersi da qualsivoglia comportamento che possa risultare di ostacolo per l’attuazione e realizzazione del programma medesimo;
  • ogni eletto si impegna, sia in maggioranza sia in opposizione, a restare fedele per tutta la legislatura solo alle linee programmatiche presentate e votate dal suo elettorato;
  • il candidato eletto che, per svariati motivi, risulti coinvolto in uno o più determinati tipi di processi giudiziari o sia coinvolto in maniera evidente e dimostrata in qualsiasi forma di scandalo morale, avrà l’obbligo iniziale di sospendersi dal suo incarico;
  • se eletto in un’assemblea che prevede la formazione di un gruppo, ad aderire al gruppo formato in ciascun consesso con il nome “ilBuonsenso” e a rispettare, all’interno del medesimo gruppo politico, il criterio democratico di votazione a maggioranza delle proposte per gli incarichi di designazione politica spettanti ai gruppi e gli incarichi istituzionali da assegnare a ciascun eletto previo parere dell’assemblea;
  • qualora chiamati a decidere su temi non previsti dal programma del Buonsenso, a rispettare il criterio democratico di votazione a maggioranza del gruppo, previo parere dell’assemblea tranne in casi di comprovata urgenza, per la determinazione della linea politica da adottare per gli esecutivi, a qualsiasi livello, espressi da “ilBuonsenso”;
  • a sostenere all’interno delle rispettive assemblee i sindaci ed i presidenti di Regione eletti sotto il simbolo del Buonsenso;
  • ad astenersi dall’assumere altri incarichi politici o di altra natura che siano di ostacolo all’esercizio pieno del suo mandato e a dimettersi, in caso contrario previo parere dei probiviri;
  • a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del Consiglio dei Ministri espressione del Buonsenso;
  • a contribuire personalmente all’attività del Buonsenso con uno specifico onere di concorso economico, proporzionale alle indennità percepite per coloro che sono eletti e su base volontaria per coloro che non sono eletti o secondo quanto determinato dall’assemblea;
  • a operare in sintonia con i principi del Buonsenso, concordemente con gli atti e le proposte politiche del medesimo in funzione dell’attuazione integrale del programma, attraverso atti e proposte di legge o con ogni altra modalità possibile in virtù del ruolo;
  • qualora rivesta il ruolo di capogruppo, in caso di sospensione o espulsione di un eletto, ad allontanare dal gruppo il soggetto raggiunto dalla sanzione disciplinare;
  • a non chiedere né sollecitare per sé o per altri, regali o altre utilità, anche sotto forma di sconto, favore, mancia, intrattenimento, ospitalità, remissione di debito, altro beneficio avente valore economico, salvo donazioni trasparenti per l’attività politica;
  • a non accettare per sé o per altri, compresi congiunti, familiari o affini, regali aventi un valore superiore a quello dei doni usualmente scambiati in occasione di ricorrenze o festività da parte di impiegati negli uffici, nei servizi, nelle società e nelle altre organizzazioni partecipate o controllate da enti pubblici concessionari degli enti o da gestori di pubblici servizi da esso affidati, da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con enti e/o amministrazioni pubbliche;
  • ad astenersi dal chiedere o dall’esigere o accettare da concessionari o da gestori di pubblici servizi, ovvero da soggetti che hanno in corso rapporti di natura contrattuale con enti ed amministrazioni pubbliche l’esecuzione di, o l’astensione da, qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri ad altri soggetti – compresi i parenti o affini entro il quarto grado di parentela – od organizzazioni, analogo vantaggio in termini di natura economica, mediante prestazioni di attività professionali, conferimento di beni e servizi e assunzioni di personale;
  • ad astenersi dall’esercitare pratiche clientelari finalizzate a tutelare l’interesse particolare di individui o di gruppi a scapito dell’interesse della collettività;
  • a garantire su richiesta formale da parte dei probiviri una piena trasparenza patrimoniale nonché segnalare situazioni di potenziale conflitto di interesse tra la propria posizione personale e i compiti svolti in ragione del ruolo;
  • a evitare il cumulo di mandati in organi politico-istituzionali eletti a suffragio universale.

 

Art. 4 – Obblighi specifici per gli amministratori eletti sotto il simbolo del Buonsenso

Ciascun amministratore – tali intendendosi sindaci, sindaci metropolitani, presidenti di Province, presidenti di Regione, Presidenti dell’Unione di Comuni, assessori e consiglieri dei rispettivi enti, componenti degli organi rappresentativi degli altri enti territoriali – eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del Buonsenso, oltre agli obblighi di cui allo Statuto e agli art. 2 e 3 che precedono, si impegna:

  • a opporsi a ogni forma e modalità di reclutamento del personale basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e su scopi diversi dalle esigenze del servizio;
  • nell’ambito dell’esercizio delle sue mansioni, a valorizzare il ruolo e gli incarichi della sua amministrazione, incoraggiando e sviluppando ogni provvedimento volto a favorire un miglioramento dei servizi di cui è responsabile;
  • a ricorrere a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica gravando in minima parte sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego;
  • ad astenersi dal chiedere o dall’esigere da parte di pubblici dipendenti l’esecuzione di, o astensione da, qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri un indebito vantaggio diretto o indiretto a organizzazioni, persone o a gruppi di persone;
  • in occasione di nomine presso enti, consorzi e società, a non conferire nomine o incarichi:
    • a soggetti che abbiano riportato una condanna penale, anche con la sola sentenza di primo grado, e/o rinviati a giudizio o sottoposti a misure di prevenzione personale e patrimoniale, reati di corruzione, concussione, criminalità organizzata e mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti voto di scambio e altri delitti contro l’ordine pubblico, estorsione, truffa, usura, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti e altri gravi reati ambientali, reati e/o delitti non colposi che, direttamente o indirettamente, ledono l’immagine e il decoro del Buonsenso e o che si pongono in contrasto con i valori ed i principi del medesimo;
  • a familiari o affini entro il quarto grado di parentela propri o di altri amministratori dell’ente.

 

Art. 5 – Ulteriori obblighi specifici per i parlamentari italiani, europei e i consiglieri regionali eletti sotto il simbolo del Buonsenso

Ciascun consigliere regionale, parlamentare italiano ed europeo eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del Buonsenso, oltre agli obblighi di cui allo Statuto e agli art. 2, 3 e 4 che precedono, si impegna ad accettare che l’organizzazione e la costituzione di gruppi di comunicazione spetta, rispettivamente:

  • al consiglio direttivo, previo parere dei probiviri e di eventuali professionisti nella selezione del personale, per quanto riguarda la Camera, il Senato, il Parlamento Europeo, la Presidenza del Consiglio, i Ministeri;
  • al consiglio direttivo, previo parere del candidato presidente nell’ambito delle Regioni, che si occuperà anche di selezionare e coordinare il personale;
  • ai responsabili della comunicazione designati dal consiglio direttivo del Buonsenso per quanto riguarda la partecipazione ai programmi televisivi o radiofonici a diffusione nazionale e locale.

 

Ciascun consigliere regionale, parlamentare italiano ed europeo eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del Buonsenso, è tenuto a utilizzare uno spazio dedicato nel sito www.alicesalvatore.it come principale mezzo di comunicazione per i propri comunicati e per informare i cittadini e gli iscritti a “ilBuonsenso” delle proprie attività politiche;

Ciascun consigliere regionale, parlamentare italiano ed europeo eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del movimento “ilBuonsenso” si obbliga a erogare un contributo economico destinato al funzionamento e alle attività del Buonsenso secondo quanto stabilito in apposito regolamento in base all’istituzione in cui è eletto.

Art. 6 – Obblighi per i candidati nelle competizioni elettorali sotto il simbolo del Buonsenso e per i portavoce eletti sotto il simbolo del Buonsenso in relazione ai procedimenti penali

Ciascun candidato nelle competizioni elettorali sotto il simbolo del Buonsenso e/o portavoce eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del Buonsenso, oltre agli obblighi di cui allo Statuto ed agli art. 2 e 3 che precedono, avuta notizia dell’esistenza di un procedimento penale a suo carico, ha l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il consiglio direttivo e il collegio dei probiviri secondo le procedure che verranno meglio dettagliate con apposito regolamento, dell’esistenza dei procedimenti penali in corso nei quali lo stesso assume la qualità di indagato e/o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna e/o provvedimento cautelare adottato nei suoi riguardi.

Nella situazione di cui al capoverso che precede, il candidato o il portavoce ha facoltà, a tutela dell’immagine del Buonsenso, di auto-sospendersi da “ilBuonsenso” senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità; l’auto-sospensione non vincola né condiziona né preclude il potere degli organi associativi a ciò deputati a norma di Statuto di adottare eventuali sanzioni disciplinari. Tuttavia, l’auto-sospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare.

Gli organi associativi indicati nello Statuto, quando hanno notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un candidato o portavoce del Buonsenso, hanno facoltà di compiere le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dallo Statuto, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura; il comportamento tenuto dal candidato o dal portavoce può essere considerato grave anche durante la fase di indagine, quando emergano elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, appaia comunque lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del Buonsenso, tale da giustificare l’adozione di una sanzione anche indipendentemente e autonomamente dai fatti oggetto dell’indagine. Impregiudicata la facoltà di giudizio degli organi associativi a ciò deputati, costituisce condotta grave e incompatibile con la candidatura e il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del Buonsenso la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo fatto salvo quanto previsto all’ultimo capoverso del presente articolo; a tal fine, sono equiparate alla sentenza di condanna la sentenza di patteggiamento, il decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e l’estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo il rinvio a giudizio.

La ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al capoverso che precede.

È invece rimessa all’apprezzamento discrezionale degli organi associativi a ciò deputati, la valutazione di gravità ai fini disciplinari di pronunzie di dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, di sentenze di proscioglimento per speciale tenuità del fatto, di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione nonché la gravità di fatti astrattamente riconducibili ai c.d. reati d’opinione nonché di fattispecie in cui l’espressione di un pensiero o di un’opinione possa dar luogo alla contestazione di un reato nonché di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale.